La crudeltà della lotteria dei calci di rigore premia un Grasshopper arrendevole, che si è basato esclusivamente sul contropiede. Il dischetto sembrava scottare per i bianconeri, che hanno prodotto due errori (o orrori, fate voi) risultati fatali

David Da Costa – 4 – inoperoso per tutti i centoventi minuti, prova a diventare l’eroe dei tiri dal dischetto, senza riuscirci;

Steve Rouiller – 4,5 – sempre puntuale nelle chiusure, si propone spesso e volentieri in avanti per aiutare la proiezione offensiva;

Fulvio Sulmoni – 4,5 – non che Avdijaj gli crei grossi problemi, anzi. Però, lo contiene alla grande non andando praticamente mai in affanno;

Vladimir Golemic – 4,5 – di testa giganteggia sugli avversari, i quali girano alla larga quando davanti gli si para il muro serbo;

Fabio Daprelà – 4 – qualche errore di troppo per il laterale sinistro, che non spinge come dovrebbe, tenendosi a debita distanza dall’area avversaria;

(81′ Antonini Culina – 3,5 – mette a segno l’unico penalty dei suoi, ma si vede che gli manca il ritmo-partita);

Jonathan Sabbatini – 4 – mezzo punto in meno per aver voluto “replicare” la traversa di Basic nella lotteria dei rigori;

Cristian Ledesma – 4,5 – la sua è una partita ottima, contraddistinta dall’esperienza accumulata in passato. Peccato per il rigore, parato da Lindner;

Mario Piccinocchi – 3,5 – giostrando a lato del regista puro non incide e fatica a trovare i meccanismi giusti per imporsi;

(46′ Dragan Mihajlovic – 4,5 – martedì è diventato papà. Avrebbe voluto segnare per dedicare un gol alla nuova arrivata. Ci prova, senza successo);

Carlinhos Junior – 3,5 – una delle peggiori partite del brasiliano in maglia bianconera. Ha alcuni lampi di genio, certo, ma a conti fatti produce poco o nulla;

Alexander Gerndt – 3 – lo svedese è in un momento decisamente no. Non calcia mai in porta e perde quasi tutti i contrasti con i difensori biancoblu;

(66′ Mattia Bottani – 3,5 – il gelo di casa non gli porta bene. È troppo lontano dall’area di rigore avversaria e quando si avvicina vuole strafare, perdendosi in un bicchier d’acqua);

Davide Mariani – 3,5 – non gli riesce più nulla. L’immagine del suo momento di appannamento è il tiro dagli 11 metri calciato letteralmente alle stelle;

Pierluigi Tami – 3,5 – le prova tutte, inserendo una punta (Culina) per un difensore (Daprelà). Il problema, e lo sa anche lui, è la mancanza di un bomber vero. Il mercato invernale dovrà giocoforza regalargliene uno. Se lo merita.