Il fantastico girone di ritorno ha permesso al Lugano di conquistare un insperato terzo rango, sinonimo di qualificazione ai gironi di UEFA Europa League a due anni di distanza dall’ultima volta

Per scrivere la parola fine a una stagione da incorniciare, ci imbattiamo allora a stilare il super pagellone conclusivo dei calciatori bianconeri.

David Da Costa – 3,5 – alterna partite di notevole qualità a prestazioni imbarazzanti. Più utilizzato nel girone d’andata, nel ritorno vede il campo per soli 151 minuti, in cui si distingue per un’incertezza a Basilea;

Noam Baumann – 4,5 – la titolarizzazione da inizio febbraio, unita all’aiuto fornito da Giuseppe Riccio, gli infondono una fiducia tale da migliorare partita dopo partita. 7 cleen sheet parlano da soli. È lui il portiere del futuro;

Ákos Kecskés – 3,5 – sette partite, cinque gialli e un rosso. Il giovane centrale ungherese è stato utilizzato con il contagocce, convincendo a metà. Un po’ macchinoso e lento, ma valido nei duelli aerei. Con il tempo migliorerà;

Mijat Marić – – rientrato alla base dopo un’eternità trascorsa all’estero tra Italia e Belgio, il 34enne conferma il suo ruolo di leader del reparto arretrato. Al Lokeren lo hanno rimpianto sin da subito. E come biasimarli;

Eloge Yao – 3,5 – disastroso per la maggior parte dei minuti in cui ha calcato il terreno di gioco. Si rifà ultimamente con un paio di prestazioni discrete. A meno di sorprese, dovrà salutare il Ceresio;

Numa Lavanchy – – arrivato a gennaio dal Grasshopper, il vodese si è distinto per non mollare mai la presa e faticare più di chiunque altro fino al fischio finale del direttore di gara. Un acquisto veramente azzeccato;

Fulvio Sulmoni – 4,5 – qualche volta (come a Neuchâtel) ha peccato di superficialità e concentrazione. Tutto sommato, però, ha disputato un campionato interessante, in particolar modo nel girone di ritorno;

Fabio Daprelà – – il mastino della difesa è stato massacrato per l’intervento costato la stagione al sangallese Cedric Itten. Da lì in poi, viene bersagliato dalla stampa d’Oltralpe, che lo aggredisce alla prima occasione utile. E lui come risponde? Come al solito, con partite di qualità e quantità;

Miroslav Čovilo – 3,5 – titolare sotto la gestione di Guillermo Abascal, panchinaro con Fabio Celestini. Il tecnico bianconero, che ha rinnovato per altri due anni, non gli ha ancora trovato una collocazione ideale, facendolo entrare nei momenti di “disperazione”;

Mattia Bottani – – il numero 10 di casa fa ammattire i tifosi in tutti i sensi. Capace di giocate fuori dal comune come di errori incredibili, il “Pibe” avrebbe voluto spaccare il mondo. I risultati non hanno dato ragione alla sua enorme voglia di arrivare;

Jonathan Sabbatini – 4,5 – il capitano inizia la stagione in maniera disastrosa. Con il passare delle giornate è cresciuto a dismisura, risultando un elemento fondamentale per la conquista del gradino più basso del podio. È la guida ideale di questa squadra. Il rinnovo è alle porte;

Bálint Vécsei – 3,5 – alterna partite di buona fattura ad altre in cui è in campo solo fisicamente. Avrebbe le qualità per emergere, ma non sfrutta appieno le chance dategli. Il posto da titolare lo ha conquistato, ora deve confermarlo;

Mario Piccinocchi – – bersagliato dagli infortuni, non è riuscito andare l’apporto sperato. In scadenza di contratto, il gioiellino di scuola Milan sposerà la causa dell’Ascoli;

Petar Brlek – 3,5 – segna il gol che qualifica la squadra ai gironi europei. È il punto più alto di una stagione sottotono, disputata con parecchia superficialità. Il prestito dal Genoa non verrà rinnovato. Tenterà fortuna altrove;

Domen Črnigoj – – si sa che tecnicamente ha dei margini di miglioramento. La volontà è però fuori discussione. Il nazionale sloveno si dà da fare ogni qualvolta scende in campo, non risparmiandosi né nei contrasti e nemmeno nelle proiezioni offensive;

Dragan Mihajlović – – il jolly bianconero non disputa una stagione da ricordare. Vive dieci mesi su un’altalena di emozioni contrastanti, che non gli permettono di dare l’apporto voluto;

Carlinhos Junior – 5,5 – rimane controvoglia e inizialmente lo fa notare. Ma poi capisce la situazione per cercare di mettersi in mostra a tutti i livelli. Tredici reti in trentuno incontri fanno di lui l’uomo mercato sul quale puntare;

Alexander Gerndt – 5,5 – che non sia un bomber è risaputo. Le sue perle su punizione sono una bellezza per gli occhi di chiunque lo osservi. È uno dei più generosi, sempre e ovunque. Per i prossimi due anni, fortunatamente, tutti potranno godere delle sue prestazioni;

Marc Janko – – il vero flop. Purtroppo, il Cobra ha perso il morso letale. L’età e la poca voglia gli hanno giocato contro;

Armando Sadiku – 3,5 – le aspettative su di lui erano tante, forse troppe. Veniva da un terribile infortunio muscolare che non gli ha permesso di essere al 100%. La volontà non è in dubbio, la resa non è stata quella sperata;

Valon Fazliu e Roman Macek – s.v. – sei presenze il primo, tre il secondo: troppo poche per definire il loro campionato;

Guillermo Abascal – – viene esonerato con un comodo sesto posto e dopo il pareggio casalingo in rimonta con il Basilea. Ha pagato la sua ostinazione a non cambiare il suo gioco;

Fabio Celestini – 5,5 – è diventato l’uomo (o l’allenatore) dei miracoli. Instaura un rapporto di fiducia con il resto dello staff tecnico e con l’intera rosa. Questo aspetto ha fatto in modo che le giornate trascorressero in totale serenità e tranquillità. Ora, con il rinnovo biennale firmato, lo attende l’entusiasmante avventura europea;

Angelo Renzetti – – cosa sarebbe il Lugano senza il Pres? Una domanda la cui risposta è troppo semplice. Il patron si danna anima e corpo per costruire al meglio la sua creatura. Un altro giro sulla giostra continentale gli dà ragione di tutti gli sforzi profusi nel corso degli ultimi anni. I tifosi gli vogliono un bene dell’anima, lui ricambia formando anno dopo anno una squadra da sogno.

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