Già lo si era notato nel corso del girone di ritorno della passata stagione. In questo pre-campionato se ne è avuta la certezza: Noam Baumann è un elemento imprescindibile per il Lugano attuale

Negli ultimi mesi, il 23enne portiere, giunto a metà marzo 2018 tra lo scetticismo generale, è cresciuto in maniera esponenziale. E ciò lo si deve, oltre alla fiducia riposta in lui dallo staff tecnico, anche alla stima che Angelo Renzetti ha di lui. È stato proprio il Presidentissimo, ex estremo difensore, a volerlo a tutti i costi nei ranghi della squadra. Per di più, la cifra sborsata (si parla di 450’000 franchi, ndr) «introdotta» nelle casse del Wil pareva esagerata. Inizialmente, considerate le difficoltà incontrate, gli scettici avevano ragione nel valutare Baumann un elemento non adatto al roster luganese.

Con il lavoro quotidiano e un’incredibile forza di volontà personale, Noam si è rifatto con gli interessi, facendo ricredere tutti e dimostrandosi un personaggio su cui fare assoluto affidamento, in special modo in una stagione ricca di appuntamenti come quella che si appresta a vivere la truppa sottocenerina. Il ruolo del portiere, è risaputo, è assai crudele. Un errore pacchiano e il giudizio cambia in tuo sfavore. Ma se compi gesta rilevanti, ecco che gli applausi aumentano notevolmente.

Ed è ciò in cui si è distinto Noam Baumann nel match di ieri contro l’Inter. Con i suoi due doppi interventi decisivi ha evitato ai suoi compagni un passivo peggiore. Se il buongiorno si vede dal mattino, la sicurezza di avere a disposizione un calciatore come il guardiano della porta bianconera fa risultare la giornata rosea e splendente.