La prima serata europea della nuova annata è terminata come cinque delle ultime sei partite disputate dal Lugano, con una sconfitta

Considerando le chiare occasioni capitate, l’uno a zero di Copenhagen sta stretto ai Campioni danesi in carica, i quali hanno meritato di uscire con i tre punti in tasca. Le chance per chiudere prima il duello sono capitate sulla testa di Michael Santos (prodigioso intervento di Noam Baumann) e sul sinistro di Pierre Bengtsson, che ha colpito un clamoroso palo dopo appena venticinque giri d’orologio. Nella ripresa, poi, dopo il gol confezionato (con la gentile compartecipazione di Eloge Yao e Ákos Kecskés) dai due giocatori che hanno avuto l’opportunità di aprire le marcature nella prima frazione, i padroni di casa hanno scialacquato una ghiotta occasione con Rasmus Falk, sciagurato nel calciare alle stelle da ottima posizione.

Per quel che concerne i ticinesi, le statistiche raccontano di un gruppo che ha effettuato 10 tiri complessivi (contro i 9 dei padroni di casa), ma che ha centrato lo specchio della porta una sola volta (a dispetto delle due dei protetti di Ståle Solbakken). La precisione nella conclusione ha fatto la differenza, si potrebbe obiettare. Noi aggiungiamo anche quel pizzico di cattiveria agonistica in più nei momenti decisivi che, alla fin fine, modifica un risultato a tuo favore o meno. Domenica contro il Lucerna, indipendentemente dal modulo che verrà utilizzato, occorrerà una certa costanza di rendimento che, anche in terra nordica, ha viaggiato a corrente alternata. Per avere successo, più semplice a dirsi che a farsi ovviamente, basterà fare del cinismo il proprio atout e dell’unità di intenti una caratteristica da squadra vera. Perché se, come spiega da diverso tempo Fabio Celestini, questo gruppo non è ancora una squadra vera, qualcosa evidentemente va migliorato. La speranza è che ciò avvenga nel più breve tempo possibile, in modo da lasciarsi alle spalle questo periodo nefasto e che non ha alcuna intenzione di vedere la luce in fondo al tunnel.