Per come si erano messe le cose a un quarto d’ora dal termine, un pareggio potrebbe soddisfare il Lugano. E invece, l’amarezza e i rimpianti rimangono i sentimenti predominanti in casa bianconera

Per la quarta volta consecutiva, i luganesi non hanno conquistato la posta piena, accontentandosi di un punto, il tredicesimo della stagione a fronte di sette vittorie e nove sconfitte. Complici gli altri risultati di giornata, la posizione di classifica è migliorata, seppur in coabitazione a quota 34 punti con Zurigo e Lucerna.

A sette turni dalla conclusione della regular season, il Lugano si trova così esattamente a metà strada tra il terzo posto del Thun e il nono occupato dal Neuchâtel Xamax. Con uno sguardo verso l’alto, i ragazzi di mister Fabio Celestini devono continuamente guardarsi anche alle spalle. In un campionato “balordo” come quello di quest’anno, salire è semplice e scendere lo è altrettanto.

La sensazione che si è respirata al triplice fischio di un inadeguato direttore di gara è che i ticinesi dovranno lottare fino all’ultimo secondo dell’ultima partita per riuscire a mantenere il posto nella categoria. Un vero peccato, perché i sottocenerini possiedono le capacità per fare il famoso salto di qualità. Ma, quando arriva il momento di dimostrarlo veramente, qualcosa, per un motivo o per l’altro, va storto.

Il pomeriggio di ieri vissuto in riva al Ceresio ha confermato una squadra volitiva, ma mancante di un rifinitore assoluto. Armando Sadiku, come suo solito, non bada tanto al sodo, cercando la conclusione da posizioni spesso impossibili. Alexander Gerndt è sempre generosissimo, ma anche troppo impreciso con il pallone tra i piedi. Sono solamente due esempi di una giornata grigia (dal punto di vista meteorologico) che avrebbe potuto diventare nera come la pece. Fortunatamente, il rimpianto ha lasciato spazio a una mezza gioia, grazie alla perla preziosa scagliata da Carlinhos Junior.

L’occasione di trovare il primo successo casalingo dal lontano 28 ottobre è sfumata per l’imperizia mostrata sotto porta dai padroni di casa. Venerdì contro lo Zurigo non ci saranno né se né ma: i tre punti saranno d’obbligo e, a quel punto, varranno come il platino più puro.

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