La serata-no del Lugano è stata contraddistinta da tre pali e dall’errore (giustificabile) di David Da Costa sul raddoppio ospite

David Da Costa – 3,5 – non riesce a bloccare un pallone che, con un clima differente, sarebbe stato pura formalità. Invece, l’acqua incessante fa scivolare la sfera dai suoi guanti. Un errore assolutamente perdonabile;

Dragan Mihajlović – 3,5 – decisamente meglio con il destro che con il sinistro. Il cross con il piede “meno educato” non è la sua specialità, e lo si vede;

Mijat Marić – 4 – deve tenere a bada un gigante come l’australiano Jurić, facendogli toccare pochi palloni di una certa rilevanza;

Fulvio Sulmoni – 3,5 – come accaduto contro il Thun, ma in maniera meno continua, prova qualche sgroppata fino alla tre quarti. Il costrutto, complice un campo ai limiti della praticabilità, non è esattamente ciò che si attendeva;

Edoardo Masciangelo – 3,5 – anche se i suoi lanci non sono sempre precisi, avanza fin verso l’area avversaria con una certa costanza, dimenticandosi ogni tanto di tornare indietro;

Mario Piccinocchi – – il terreno viscido non gli permette le sue solite giocate da regista. Si inventa allora in un paio di ottimi recuperi “alla disperata”;

Petar Brlek – 3,5 – come per “Picci”, fatica con un campo che andava facendosi sempre più pesante. E per un elemento dalla tecnica come la sua non è un aspetto da sotrovalutare;

(67′ Marc Janko – 4 – entra discretamente in partita. Non riesce a colpire, perché il palo gli nega la gioia del gol);

Bálint Vécsei – 3,5 – viene affossato in area di rigore, ma l’arbitro decide di chiudere gli occhi, lasciando clamorosamente correre. Meno brillante del solito, nel primo tempo sparacchia a lato un mancino da posizione invitante;

(54′ Miroslav Čovilo – – le sue qualità aeree sarebbero probabilmente servite dall’inizio);

Jonathan Sabbatini – 4 – pure il capitano subisce un evidente fallo da dietro che, in situazioni normali di gioco, sarebbe stato punito con la massima punizione. E invece, anche con lui, Schnyder fa finta di nulla;

Mattia Bottani – 3,5 – soffre il terreno pesante, forse più di chiunque altro. Non per questo, però, si “scansa” e cerca sempre la giocata decisiva. Rischia l’espulsione, venendo graziato dal direttore di gara;

(76′ Alexander Gerndt – s.v. – infortunato a inizio settimana, si è allenato solamente il venerdì. Nel finale, sfiora il punto personale);

Carlinhos Junior – 4,5 – il piattone mancino (leggermente deviato) fa sperare in un’incredibile rimonta. Purtroppo, la rete vale solo per le statistiche;

Fabio Celestini – 3,5 – considerate le condizioni climatiche, avrebbe forse potuto inserire inizialmente un giocatore fisico come Čovilo. Sette gol in due partite, come da lui stesso affermato nel post-partita, sono troppi. La sosta delle nazionali servirà a migliorare anche questo aspetto.

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