Nelle ultime tre – vittoriose – partite, il Lugano non ha subito reti. L’ultima risale al 35′ della sconfitta casalinga contro il Losanna. Salgono così a 325 i minuti di imbattibilità di David Da Costa

I campionati – recita la legge non scritta del calcio – si vincono con un reparto arretrato che, quando scende all’interno del rettangolo verde, si trasforma in una muraglia umana. Chiaro, i bianconeri – ora come ora – non possono puntare a un traguardo così ambizioso come la conquista del titolo nazionale. A ben figurare su qualsiasi palcoscenico rossocrociato, però, sì. Ed è ciò che sta accadendo da parecchio tempo a questa parte alla banda guidata alla perfezione da mister Pierluigi Tami e dai suoi fondamentali assistenti. Tolto lo sciagurato mese di settembre – che rischiava di rovinare tutto – i ticinesi hanno sempre espresso quel tipo di calcio che lo staff insegna nel corso di ogni seduta di allenamento. Le settimane trascorrono così con un grande sorriso e con quella serenità che è la base per riuscire a stare “sul pezzo” in tutti i momenti della giornata.

Contro un Sion in crisi nera, che con quella di ieri ha raggiunto quota cinque sconfitte filate, i luganesi hanno dimostrato che una difesa di ferro può fare le fortune di una squadra, indipendentemente che essa si chiami Basilea, Young Boys o Lugano. Si potrà obiettare che i sottocenerini non bucano la porta avversaria in maniera appropriata alla mole di gioco proposta. Vero. I gol segnati sono infatti solamente 22 in 21 partite. A fare da contraltare ci sono però le reti subite, che, grazie anche agli “shutout” di Da Costa, si sono attestate a 28. Se nella prima occasione, i ticinesi sono ultimi nella speciale graduatoria, nella seconda si attestano ai piedi del podio. E se i campionati si vincono con una difesa di ferro, allora il futuro bianconero sarà roseo più che mai.

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