Al termine del pareggio casalingo contro il Neuchâtel Xamax, mister Fabio Celestini analizza con la solita ludicità ciò che è successo all’interno del rettangolo verde

“È un’occasione persa, sì. E non è la prima volta che accade – afferma il tecnico del Lugano -. In questo momento i risultati e i punti hanno difficoltà a venire dalla nostra parte. Quest’oggi, nei momenti decisivi della partita, non siamo riusciti a fare la differenza. C’è rammarico, perché gli ultimi tre gol subiti sono giunti direttamente su punizione che non c’era. L’arbitro ti dà e ti toglie. Ora come ora, la seconda è l’opzione che sceglie. Noi, tuttavia, dovevamo trasformare il rigore, siglare il 3-1 e non ce l’abbiamo fatta. Dobbiamo continuare a lavorare e crederci di più, perché in tutte le partite siamo vivi”.

“I nostri problemi principali sono che con la palla non siamo ancora abbastanza solidi – prosegue il 43enne -. Non riusciamo a gestire delle situazioni in cui potremmo mettere in difficoltà gli avversari. Se fossimo riusciti a mantenere di più il pallone, determinate situazioni non sarebbero venute alla luce. Da qui alla fine dell’anno soffriremo ancora, lo sappiamo”.

“Sabbatini? Si è preso la responsabilità di calciare il rigore, come ha già fatto in passato. Oggi ha sbagliato, ma tutti dovevamo di più, altrimenti non riesci a vincere gli incontri. Jonathan è il primo a saperlo. È cosciente di aver mancato un’occasione importante. È un lavoro di gruppo, in questo periodo le cose ci girano un po’ contro”.

“Dobbiamo analizzare la partita, gli aspetti positivi e negativi della stessa. Adesso credo che bisogna intervenire sul mentale, perché la squadra è sempre viva. Ci vuole poco. Anche oggi nella prima mezz’ora i ragazzi hanno fatto molto bene. Ogni partita aggiungiamo qualche aspetto in più, ma evidentemente non è sufficiente”, la chiusura dell’allenatore bianconero.

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