Il Presidente del Lugano, Angelo Renzetti, analizza con queste dichiarazioni ai microfoni della RSI la sconfitta maturata nel secondo impegno europeo

“Nel primo tempo dovevamo vincere due a zero. Quel palo di Mariani grida ancora vendetta. Nel secondo tempo, poi, non siamo stai capaci di gestire un momento difficile, il primo quarto d’ora, dove loro scendevano sempre sulla destra. Non è stato preso alcun provvedimento, se non dopo aver subito i due gol. E alla fine, quando si è stanchi, è difficile rimontare e giocare all’altezza della prima frazione”.

In occasione del secondo gol, Dragan Mihajlovic parla di una “palla deve essere spazzata in tribuna”. Il Patron bianconero risponde, affermando che “è lui che deve farlo, non io. In quei momenti difficili siamo stati lì a ‘fare i ricami’. Siamo caduti nel tranello, così come accaduto nelle partite di campionato, dove si vuole per forza fare il passaggio indietro. Ci complichiamo la vita da soli, non capisco. Il primo tempo ci ha dato delle risposte interessanti, era un Lugano che arrivava sempre primo sul pallone. Alla minima difficoltà manca la gestione della situazione”.

“Arrabbiato? No, sono un po’ deluso. Devo ringraziare tutti i luganesi accorsi a Lucerna, perché non è facile avere questa volontà. Mi sarebbe piaciuto che loro fossero tornati a casa felici. E, invece, una partita che ci ha fatto sognare, ci ha fatto cadere un’altra volta”.

“Riunione con lo staff tecnico? Non ce ne sono molte da fare. Sono grandi e vaccinati per procedere da soli. Io sono entrato negli spogliatoi a Beer Sheva a fare l’in bocca al lupo, dicendo di non subire gol subito e di rimanere abbottonati. Abbiamo visto tutti come è andata: due minuti e siamo andati in svantaggio. Oggi ci siamo detti di non ‘fare ricami’ in difesa, di giocare in una certa maniera. A inizio secondo tempo, anche a causa della stanchezza, abbiamo faticato a gestire questi momenti. Con due-tre mosse si poteva avere la volontà di buttare via il pallone” senza farsi troppi pensieri.

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