In attesa di vedere all’opera Marc Janko, il Lugano si coccola un Alexander Gerndt in forma strepitosa, che colpisce con la sua arma prediletta, il siluro da fuori area

David Da Costa – 4,5 – una serata in cui non deve compiere chissà che intervento, tanto deboli e centrali sono le conclusioni dei vallesani. L’unica parata di rilievo la effettua nel primo tempo su una perfida punizione di Kasami;

Steve Rouiller – 5 – altra ottima prestazione per il ragazzo nato (guarda un po’) in Vallese. Sempre presente sull’uomo, non perde un contrasto. E se accade, rimedia senza particolari difficoltà;

Fulvio Sulmoni – 5,5 – il ct della Nazionale Svizzera, Vladimir Petkovic, era presente in tribuna. Dopo averlo visto in azione dal vivo, che Vlado stia pensando a “Sulmo” per la campagna di Russia 2018?;

Vladimir Golemic – 5,5 – il giallo (il settimo stagionale) che Schnyder gli appioppa al 50′ non scalfisce di un centimetro una partita ai limiti della perfezione. Di testa o di piede, giganteggia contro chiunque gli si pari di fronte;

Dragan Mihajlovic – 5 – torna dopo aver osservato dalla tribuna (causa infortunio) alla vittoria di Basilea. Il motorino della rosa bianconera si dimostra una volta di più affidabilissimo e, oramai, imprescindibile per mister Tami;

Jonathan Sabbatini – 5 – il capitano, che a inizio anno era fortemente voluto proprio dal Sion, fornisce un’altra prestazione di assoluta qualità, facendosi rispettare in tutte le parti del campo;

Mario Piccinocchi – 4,5 – i piedi sopraffini rischiano di giocare un brutto scherzo a lui, ai compagni e ai tifosi quando, involontariamente, serve Schneuwly, il quale, fortunatamente, non carica abbastanza il tiro;

Davide Mariani – 4,5 – corre a più non posso per almeno settanta minuti. Poi, anche complice l’uscita di Gerndt per infortunio, si limita a difendere, svolgendo il compito in maniera più che egregia;

Domen Crnigoj – 4,5 – lo sloveno fa un lavoro sporco che a volte sembra invisibile. La sua importanza è fondamentale, perché nelle due fasi di gioco marca presenza costante, proponendosi anche in uno slalom offensivo che non si chiude come vorrebbe;

(86′ Jetmir Krasniqi – s.v. – entra al posto di uno stremato Crnigoj per il suo debutto assoluto in Super League);

Alexander Gerndt – 5,5 – se non segna reti strepitose, non è lui. King Alex si prende sulle spalle il Lugano, segna un gol con un bolide che piega le mani a Fickentscher. Nella ripresa – prima di uscire per infortunio – colpisce due traverse, di cui la seconda in modo incredibile: la porta sta tremando ancora adesso!;

(66′ Bálint Vécsei – 4,5 – quando viene chiamato in causa, l’ungherese si fa trovare pronto. La conferma la si è avuta stasera: entra per aumentare i muscoli del centrocampo, aiutando di riflesso i difensori a respirare);

Mattia Bottani – 4,5 – tanta generosità e tanta volontà per il figlio della città. Alla fine, però, non riesce a cavare un ragno dal buco. Nella prima frazione propone un triplo dribbling (riuscito) ai danni di altrettanti avversari; il quarto, con un po’ di fortuna, lo blocca e l’azione sfuma;

(79′ Carlo Manicone – s.v. – ha una voglia pazzesca di spaccare il mondo e al primo pallone che cerca di toccare commette fallo e si becca il cartellino giallo);

Pierluigi Tami – 5,5 – non rischia il neo-arrivato Marc Janko nemmeno negli ultimi, pericolosi, minuti della gara. La quadratura del cerchio l’ha trovata oramai da tanto tempo. Ora i frutti di ciò lo stanno ripagando in maniera assolutamente meritata.