Il giorno del “Cobra” – iniziato con l’annuncio ufficiale del suo ingaggio da parte del Lugano – è continuato con la prima sgambata con i nuovi compagni di squadra e con la conferenza stampa di presentazione

Inizialmente la parola viene presa dal Presidente Angelo Renzetti, il quale afferma di aver “approfittato delle condizioni del contratto che Marc ha firmato in precedenza con i cechi. È un’impresa averlo portato qua da noi. Ora inizia il difficile, abbiamo uno spogliatoio che è pronto ad accoglierlo, perché sapeva cosa andava a trovare. Le aspettative sono alte, è chiaro. Dobbiamo essere consapevoli che Marc deve adattarsi. Lui ha voluto fortemente venire qua. Vi racconto un aneddoto: la scorsa stagione a Basilea, quando lui è uscito prima dal campo, gli avevo chiesto di venir a Lugano. Adesso ce l’abbiamo fatta!”.

Marc Janko, che ha sposato la causa bianconera dopo sei mesi anonimi passati nelle fila dello Sparta Praga, si è presentato così: “La prima impressione è stata molto buona, sono molto contento di essere do un ambiente che mi apprezza. Dal primo istante il mio sentimento è stato positivo. È come essere in una grande famiglia”.

“Sono rimasto impressionato dalla partita di domenica. La squadra ha grande potenziale. La prima cosa sarà la salvezza, poi ciò che verrà dopo è un più”.

“La pressione? In tutti i club in cui ho giocato, la gente si aspetta gol da parte mia. Gli ultimi sei mesi ho giocato poco. Chiedo un po’ di pazienza nei miei confronti, però voglio essere parte del team il più in fretta possibile. Non voglio essere la star della squadra, gli obiettivi si raggiungono tutti insieme”.

“Con lo Sparta non ho potuto inserirmi al meglio in quanto già subito sono stato colpito da un virus, che mi ha fatto perdere parte della preparazione. A Praga non era una situazione semplice, anche perché gli ultimi tre mesi li ho passati in tribuna”.

“Le partite con il Lugano, ai tempi del Basilea, erano sempre complcate. Le impressioni avute dopo la vittoria di domenica erano molto positive. Come squadra dobbiamo giocare come al “St. Jakob-Park”: solo così potremo raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati”.