Ottima iniziativa per evitare padri e madri “hooligans” in Italia, precisamente in Piemonte.

I piccoli calciatori, prima del fischo di inizio, vengono accompagnati in campo dai genitori  e dai dirigenti della squadra avversaria.

Ma leggiamo l’articolo completo redatto dal Corriere di Torino:

Nelle sfide di Serie A è una consuetudine l’ingresso in campo dei campioni mano nella mano con i bambini colorati dalla divisia degli avversari. Cartolina del fairplay. In Piemonte si è deciso di introdurla nei campionati del settore giovanile organizzati dalla Lega calcio. Prendendo spunto da quella scena, ma a parti per così dire rovesciate, la Figc regionale ha lanciato un progetto pilota. Iniziando da questa settimana, prima del fischio di inizio dei match della categoria Esordienti (riservata ai nati nel 2007), i genitori e i nonni parteciperanno all’ingresso in campo dei bambini porgendo la mano ai giocatori delle formazioni avversarie. Mossa pensata per riscattare gli spettacoli indecorosi visti tante volte sugli spalti. Con protagonisti padri e madri inferocite in versione hooligan offrono il peggior esempio possibile ai piccoli sportivi in campo.

La settimana scorsa nelle province di Vercelli e Alessandria, qualche squadra ha voluto sperimentare la novità prima di tutti. «I nostri settanta referenti sparsi per il territorio regionali, hanno riferito che è andata bene. Con una sorpresa. I più emozionati non erano i bambini, ma i più grandi». Luciano Loparco, 52 anni di cui 32 trascorsi con le scarpette da calcio ai piedi, non ha perso il carisma da grande tecnico giovanile. Anche adesso che da un anno ha accettato la carica di coordinatore del Settore Giovanile Scolastico della Figc Piemonte-Valle d’Aosta. Un ruolo da coordinatore di un mondo molto importante perché comprendere quasi 4mila squadre iscritte a undici delegazioni provinciali. Piccoli atleti con il sogno di diventare Cristiano Ronaldo. E la necessità, molto meno futurista, di essere educati all’attività fisica e alla cultura sportiva. Per questo motivo, nasce il progetto scritto nero su bianco nel comunicato della Lega Calcio pubblicato ieri. «Abbiamo invitato a partecipare al progetto sperimentale dell’ingresso accompagnato in campo tutte le formazioni iscritte ai campionati degli Esordienti 2007. Un “rito” che, per il momento, sarà facoltativo, ma ci auguriamo possa essere esteso in tutte le altre annate», racconta Loparco.

In che cosa consiste? All’uscita dali spogliatoi, i mini-calciatori saranno accompagnati in campo non dai parenti. Ma dai genitori e tecnici dell’altra squadra. Piccolo cambio di programma con un enorme valore simbolico. «In una riunione nazionale di tutti i coordinatori territoriali — spiega Loparco —, ho scoperto che in Emilia Romagna i genitori accompagnavano i figli sul terreno di gioco. Un progetto interessante. Che, però, abbiamo deciso di introdurre con una novità: coinvolgendo i papà e le mamme in modo opposto». Lanciando così una sfida nuova a chi assiste alle partite sugli spalti. «Abbiamo preferito coinvolgere chi di solito sta dall’altra parte della rete con lo scopo primario di far capire il ruolo dell’attività di base. I bambini giocano per divertirsi, mentre può succedere che da fuori si alzino i toni e volino parole grosse. A questo punto ci chiediamo: un “grande” è capace di prendersela con un bambino che ha conosciuto e ha portato in campo mano nella mano?». Si spera di no. Anche se, come ricorda il coordinatore del Settore Giovanile, negli ultimi anni sono aumentati gli episodi di genitori che davano in escandescenze. Papà protagonisti di spettacoli poco edificanti durante le sfide dei piccoli calciatori. «I miei delegati hanno annunciato la novità a tutte le sezioni. Non ci sono state opposizioni. Ma solo una critica», spiega Loparco. «In questo modo non si rischia di far pesare l’assenza di un genitore a un bambino orfano o figlio di una coppia di divorziati?». Una domanda a cui ha risposto così: «Per questo motivo, abbiamo deciso di coinvolgere anche i dirigenti e gli allenatori». Una svolta all’insegna del fairplay costretta a fare i conti con i regolamenti. «Questa proposta è stata introdotta nei campionati dei più piccoli perché in queste categorie c’è l’autoarbitraggio — spiega Loparco —. In quelli superiori, ci sono i direttori di gara della Lega». E i regolamenti della Figc che andrebbero riscritti.

Potete leggere l’articolo originale qui.

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