quaggiotto 2Da un po’ di tempo a Chiasso si parla parecchio del centrocampista italiano Nicolò Quaggiotto, il quale ha firmato un contratto che lo lega con i rossoblu per i prossimi 2 anni. Il giocatore classe 93′ ha giocato con la primavera del Brescia, disputando poi anche 21 partite con la squadra maggiore, mentre la scorsa stagione militava in Serie D con il Mazzano. Nicolò vanta però anche di 6 presenze nella nazionale giovanile italiana. La redazione di Chalcio ha contattato il giocatore, facendogli qualche domanda. Di seguito le risposte:
Cosa ti ha spinto a firmare per il Chiasso?
“Dopo l’anno difficile che ho passato per alcune incomprensioni col mio vecchio procuratore volevo cambiare aria, e appena il mio nuovo agente mi ha informato di questa opportunità non ho esitato a dire di sì, dato che la reputo una grande occasione per rimettermi in gioco.”
Cosa ti aspetti dal campionato svizzero e quali pensi siano le differenze tra il nostro calcio e quello italiano?
“Dal calcio svizzero mi aspetto grande agonismo. La differenza che ho notato in queste settimane di allenamento è sicuramente l’intensità. In Italia il calcio è più tattico, mentre in Svizzera per il momento mi sembra più fisico.”
 Hai giocato nelle varie selezioni giovanili della nazionale italiana. Cosa vuol dire per te e come mai non sei riuscito del tutto ad emergere nelle selezioni principali?
“Aver giocato con la maglia della mia nazione è stato sicuramente un qualcosa di indescrivibile, mi auguro un giorno di poter indossare di nuovo quella maglia, nel calcio non si sa mai , ma ora ho la testa a Chiasso e penso solo a fare bene qui. Quello che sarà si vedrà.”
quaggiotto
Qual’è il tuo obiettivo personale per questa stagione? Quello della squadra invece?
“Il mio obbiettivo personale è quello di giocare con continuità dando un grosso contributo alla squadra. L’obbiettivo collettivo invece è quello di lavorare duro giorno per giorno, cercando di fare un buon campionato piazzandoci più in altro possibile.”
Cosa pensi di mister Scienza?
“Il mister lo conoscevo già, dato che quando giocavo nella primavera del Brescia lui allenava in prima squadra,  ma anche quando ero a Lumezzane ci siamo sfidati. Lo reputo un mister molto preparato e mi piace anche parecchio la sua idea di gioco.”
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