Mārcis Ošs – © Neuchâtel Xamax FCS

Arrivato un anno or sono in provenienza dal suo Paese natale, la Lettonia, Mārcis Ošs si è conquistato un posto nella retroguardia del Neuchâtel Xamax, risultando un elemento di fondamentale importanza anche nel nuovo scacchiere dello staff tecnico guidato da Joël Magnin

Il 28enne difensore centrale, autore sinora di 3 reti (di cui una decisiva nella gara di ritorno del barrage di inizio giugno con l’Aarau) e 1 assist in 33 apparizioni complessive, ha rilasciato un’interessante intervista al sito web ufficiale del club rossonero. Ecco cosa ha raccontato il calciatore venuto dall’Est Europa.

Il Neuchâtel Xamax – «Quando sono arrivato qui, i primi mesi sono stati difficili. Sono passato dal giocare nel campionato lettone a una lega completamente diversa, dove il livello è più alto. Con il trascorrere del tempo mi sono abituato e tutto è divenuto più facile. Mi sento veramente bene qui e non sono il tipo di giocatore che cambia società alla prima occasione. E poi, adoro Neuchâtel. La gente mi tratta bene e io intendo ripagarla. Mi è veramente piaciuto il mio primo anno in rossonero e questo è il motivo principale che mi ha portato a rimanere. Sono qui per lavorare».

Il mercato – «Nel corso dell’estate ho ricevuto qualche offerta. Ma, dopo una sola stagione all’estero è complicato dire che desidero andare altrove. Sono realista: ho giocato un buon campionato e ora devo fare di tutto per continuare a essere il più performante possibile».

Il carattere battagliero – «Sono sempre stato un giocatore che si è battuto e che non ha guardato mai davanti a sé. Spesso, nella mia carriera ho incontrato delle difficoltà e ciò mi ha fatto capire di non mollare mai. In qualità di difensore, non voglio inchinarmi davanti a nessuno sul campo di gioco. Non si può vincere se non si dà tutto e se non ci si batte».

Le ambizioni personali – «Non mi fisso degli obiettivi a lungo termine. Ogni anno, do tutto ciò che ho e poi vedo se funziona o meno. Mi alleno duramente per aiutare la squadra a vincere. È semplice parlare di grandi obiettivi, ma è più difficile realizzarli. A questo punto, do il massimo di me stesso e tutto verrà di conseguenza».