Dalla soleggiata cittadina turca di Lara, alle porte di Antalya, dove è in ritiro con la sua squadra, lo Zurigo, il tecnico Ludovic Magnin si è intrattenuto con il Blick, con cui si è confidato su svariati temi, di attualità, ma anche riguardanti il passato e il futuro

«Oggi, il bicchiere è sempre mezzo vuoto. Se si leggono le notizie provenienti da ogni parte del globo, l’ottanta per cento di esse sono negative. Si racconta solo ciò che c’è di negativo», le prime parole del condottiero tigurino.

Il discorso si sposta sulle emozioni che regala la selezione nazionale rossocrociata, la quale «gioca un gran bel calcio e ha successo. A parte ciò, uscire agli ottavi di finale, è migliorabile. Se si stanno a sentire i commenti, la tendenza è sempre negativa».

Nel corso delle vacanze invernali, il 40enne, in scadenza di contratto sotto le volte del Letzigrund, era stato accostato allo Stoccarda. A tal proposito, «la Bundesliga è stato un tema, è un tema e lo sarà ancora. Al momento, però, sono molto felice a Zurigo. Qui, ho trovato il mio club, quello che avevo lasciato dieci anni or sono. Quindi, perché cambiare proprio ora?».

Il rinnovo è l’aspetto principale che tiene in sospeso le parti in causa: «Il Presidente mi ha detto che sarebbe stata fondamentale la gestione della situazione. Non avevo dubbi su me stesso e non avevo dubbi sulla squadra. Può capitare di perdere, è chiaro. Io cerco di essere sincero. E se deve accadere, “muoio” con le mie idee e la mia filosofia».

Fra un paio di settimane si ricomincerà a giocare per i tre punti e Magnin non vede l’ora del primo fischio iniziale: «Abbiamo apparecchiato e imbandito la tavola per una seconda fase di campionato importante. La mia squadra non dovrà tuttavia essere sazia, bensì avere ancora più fame di prima! Sono totalmente convinto della forza del gruppo. Giochiamo un calcio dinamico, ma non dobbiamo dimenticarci da dove veniamo. L’avvio di stagione è stato complicato. In un giorno positivo, però, l’FCZ può sconfiggere chiunque».