Al “Saint Petersburg Stadium” un autogol di Fathi e una rete a testa per Dzyuba e Golovin mandano la Russia agli ottavi di finale per la prima volta nella propria storia. Il gol su rigore di Salah fa solo da contorno a un match vinto meritatamente fai padroni di casa. L’Egitto è virtualmente eliminato

Nonostante la titolarizzazione di Mohamed Salah, i “Faraoni” approcciano il confronto con timidezza, favorendo di conseguenza le offensive dei padroni di casa, sospinti a gran voce dai fans accorsi al “Saint Petersburg Stadium” di San Pietroburgo.

Dopo un quarto d’ora circa in cui la Russia ha mostrato le azioni migliori, non andando però vicini ad aprire le marcature, gli egiziani si svegliano dal torpore, trovando anche una conclusione di media pericolosità partita dai piedi di Trezeguet, trequartista dei turchi del Kaşimpaşa.

La decisione di Stanislav Cherchesov di inserire dal primo minuto Artem Dzyuba, autore di una doppietta all’esordio contro l’Arabia Saudita, è il chiaro intento del ct russo di scardinare la difesa nordafricana con delle palle alte. I cross di Aleksandr Golovin – che in molti danno già partente dal CSKA Mosca – sono imprecisi e non giungono così a destinazione.

Salah non è al massimo della condizione e si vede. Ma con il pallone tra i piedi sa sempre cosa fare per creare qualche grattacapo agli avversari. Al 42′, infatti, il miglior giocatore africano dell’anno, controlla una palla difficile, si gira e tira a lato di poco. Quando si illumina il “Messi d’Egitto”, la formazione di Héctor Cúper riesce a rendersi abbastanza pericolosa. La costanza è però una mancanza dei ‘Faraoni’.

La giornata degli autogol continua anche nell’ultima sfida. Trascorrono solamente cento secondi e Ahmed Fathi, capitano dell’Egitto, colpisce con il ginocchio un tiro innocuo di Denis Cheryshev. Ciò che sorprende è la traiettoria particolare (arcuata e a giro) che prende la sfera, che prende in contropiede Mohamed El Shenawy, nella fattispecie incolpevole.

Il confronto, poco attraente finora, vive di momenti, più russi che egiziani (e non solo per il vantaggio). Però, visto che il calcio non è scienza esatta, ecco arrivare la prima vera occasione per i ‘Faraoni’. Protagonista, come logica, Salah. Il 32 volte marcatore dell’ultima Premier League controlla la sfera, ma attende troppo per calciare, facendo sfumare l’opportunità di pareggiare.

La legge del pallone recita: “gol segnato, gol subito”. Detto, fatto. Il minuto è il 59′ e Mario Fernandes crossa rasoterra per l’accorrente Cheryshev che non ha alcun problema di girare il piede sul piattone e superare El Shenawy. L’Egitto ha un piede fuori dal Mondiale. Al 62′ li ha entrambi, quando Artem Dzyuba controlla di petto, dribbla Ali Gabr e mette in fondo alla rete il pallone del tris russo, che manda agli ottavi di finale per la prima volta la selezione russa ed elimina, di conseguenza, gli egiziani.

Sussulto d’orgoglio degli ospiti alla metà della ripresa con un tiro a fil di palo di Trezeguet  Piove sul bagnato sulle teste nordafricane (e non solo per la pioggia che scende su San Pietroburgo). E questo nonostante un chiaro rigore assegnato loro. Dagli undici metri si presenta Salah – sgambettato all’entrata dell’area da Roman Zobnin -, che esegue un tiro preciso e potente nel sette da far vedere e rivedere a chi è preposto a calciare in questo tipo di situazioni.

La partita potrebbe riaprirsi al 78′, quando l’Egitto reclama un altro tiro dal dischetto. Per il direttore di gara, il paraguayano Enrique Caceres, non ci sono gli estremi per far intervenire il VAR e lascia correre il gioco.

La Russia supera così l’Egitto qualificandosi agli ottavi di finale. Considerando che l’Uruguay non dovrebbe incontrare difficoltà nel battere l’Arabia Saudita, i ‘Faraoni’ tornano mestamente a casa dopo sole due giornate.

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