Mettetevi comodi e gustatevi le parole di Livio Bordoli, responsabile tecnico della FTC. Con un grande passato di allenatore, al massimo apice nell’ultima promozione del Lugano in Super League, Livio si dimostra una grande persona di cuore con un grande interesse verso il calcio giovanile, rendendosi disponibile a qualsiasi soluzione che possa migliorarlo. Leggiamo le sue risposte.

CH: Livio, come è cambiata la tua vita, ora che sei responsabile tecnico della FTC?

LB: passare dal campo al fatto di stare dietro una scrivania con molto lavoro burocratico e amministrativo all’inizio è stato di un certo impatto ma dopo 4 mesi tutto questo mi sta piacendo moltissimo, l’ambiente è più che ottimo per cui posso solo dire che finora è un’esperienza bellissima.

CH: cosa ti piace di più di questa nuova mansione?

LB: mi piace molto il fatto che si parli di calcio da quando arrivo a quando torno a casa, a 360 gradi, con i colleghi, sul pc, con tematiche molto diverse, calcio per bambini, calcio regionale, Footeco, le selezioni, alcuni progetti per il nuovo anno, per cui non è possibile annoiarsi, sono sempre immerso nel calcio, la mia passione. Sono sempre a contatto con le società, con gli allenatori, programmiamo i corsi per loro, ed ho la massima libertà di movimento.

CH: Livio, se arriva ora un Club di Super League con una nuova offerta per ritornare sui campi ad allenare, cosa faresti?

LB: sono già arrivate, se arrivassero contratti di 3 anni con cospique cifre potrei almeno pensarci, ma visto che questo non è fattibile, e comunque sto molto bene non mi pongo questo problema. Alla mia età ritengo di aver fatto un’ottima scelta, in questo modo posso lavorare con la mia passione del calcio e allo stesso tempo essere vicino alla famiglia e ai miei due figli, che sono ancora piccoli. Mi ritengo fortunato ad aver chiuso il cerchio come allenatore e occuparmi sempre di calcio ma come responsabile tecnico.

CH: arriviamo ad una domanda spinosa, situazione Team Ticino / FC Lugano, che ne pensi?

LB: ritengo che la risposta a questa domanda non debba essere io a darla. Ci sono persone che si dedicano a questo, io desidero fare il mio lavoro come responsabile. Me lo hanno chiesto altre volte ma preferisco dedicarmi alla parte tecnica e mi sta bene cosi. Qualsiasi decisione venga presa in futuro riguardo a questo argomento io proseguirò il mio lavoro per quello che è la mia mansione.

CH: calcio giovanile, ho notato che qualche allenatore o anche dirigente, con suo atteggiamento e la sua comunicazione non aiuta i ragazzi ma al contrario “permette” loro e ai loro genitori di esprimersi in malo modo verso arbitro e avversari., “visto che lo fa lui anche noi possiamo farlo”. Per migliorare queste situazioni la FTC ha qualche progetto?

LB: intanto, da ora in poi sarò il capocorso di ogni corso allenatori che verrà, dal corso animatori al Diploma B. Come hai detto bene tu, io ritengo che sia l’allenatore a fare la differenza. Il fattore più importante di ogni allenatore è il proprio comportamento, qualsiasi sia la squadra. Come trasmettere il proprio messaggio, i propri valori, a mio avviso la competizione è sacrosanta ma non si deve pensare al risultato. Se voglio vincere una partita la vinco, basta prendere i più bravi, ma cosi non vince il ragazzo. Dunque il mio compito come responsabile e capocorso è educare ogni allenatore ad essere un buon formatore ed educatore a sua volta, i ragazzi attraverso gli allenamenti e i loro genitori, attraverso delle riunioni specifiche e programmate, esponendo loro gli obiettivi della squadra, della società e anche gli obiettivi di comportamento dei genitori stessi. A mio avviso, insistendo su questo messaggio più volte, miglioreremo senza dubbio questa problematica. Agli allenatori che frequentano i corsi, ho detto che sul campo sono loro stessi i primi a dare l’esempio, questa comunicazione la farò ad ogni corso e in ogni altra occasione in cui avrò a che fare con loro. Alla fine la frase corretta è “allenare i genitori” ed è un importante compito di ogni istruttore che abbia una squadra di ragazzi, indipendentemente dall’età.

CH: in questo senso, potete fare anche prevenzione?

LB: certamente, oltre a quanto detto per gli allenatori, noi siamo disponibili ad andare presso le società per confrontarci, per discutere delle problematiche, e per valutare tutto ciò che è migliorabile, dando le priorità alla crescita dei ragazzi. Le società possono chiamarci senza problemi e noi siamo aperti ad ogni situazione, a dare una mano, senza imporre ma cercando la collaborazione. Abbiamo anche il progetto GISI, (scarica qui la descrizione del progetto ndr) , Gruppo Istruttori Svizzera Italiana, con il quale siamo disponibili a recarci presso le società in caso di bisogno. Gli istruttori sono qualificati per rispondere alle esigenze delle società in caso di bisogno, soprattutto a livello comportamentale. Vorrei sottolineare che la Federazione Ticinese Calcio è sempre a disposizione della società.

CH: calcio attivi, anche in queste categorie è capitato di vedere situazioni indecorose, arbitri e assistenti insultati, a volte anche a faccia a faccia con i giocatori, di conseguenza il pubblico replica allo stesso modo. Che ne pensi?

LB: so che la sezione arbitri sta facendo sensibilizzazione in merito, sono comunque situazioni che possono essere segnalate tranquillamente, in modo comunque più chiaro possibile, sulle quali verranno presi provvedimenti. Riprendo la risposta di prima, anche in questo caso l’allenatore deve essere un esempio e dare l’educazione, se un giocatore ha un comportamento del genere il motivo sta anche nell’allenatore che te lo permette di fare. Per quanto riguarda il pubblico devono essere le società a prendere provvedimenti, anche perché i tifosi sono generalmente conosciuti e si collegano comunque a ciò che vedono in campo.

CH: in un nostro sondaggio, agli allenatori piacerebbe frequentare corsi specifici oltre ai vari diplomi, come sulla tecnica, sulla tattica, condizione ecc., addirittura sarebbero interessati a dei corsi di comunicazione. Quale è il tuo pensiero in merito?

LB: penso che sia corretto informarsi ed essere aggiornati il più possibile, credo comunque che ogni allenatore debba seguire i propri concetti e fare attenzione ai venditori di fumo. La ASF ha una propria proposta di metodologia, con la quale ha ottenuto dei buoni risultati, infatti la nostra nazionale è all’ottavo posto mondiale (vedi articolo sul ranking della nazionale ndr), per cui il mio consiglio è di restare entro certi limiti nel cercare soluzioni che non aiuterebbero l’allenatore ma porterebbero solo confusione, oltre a corsi creati solo appositamente per lucrare. Sono comunque d’accordo se un allenatore si vuole aggiornare, come il corso di tecnica da voi organizzato (clicca qui per vederlo ndr), oppure altri corsi che ne migliorano le competenze, facendo attenzione che siano creati a doc. Do grande merito agli allenatori che si formano e cercano di dare sempre il meglio di sè.

CH: in Ticino alcune società fanno fatica ad esistere, forse per la mancanza di sponsor, forse per la mancanza di persone attive all’interno e non riescono ad avere una buona organizzazione interna. Oltre ai sussidi, esiste qualche altro sostegno che la Federazione potrebbe dare alle società in difficoltà?

LB: noi possiamo fornire supporto per problematiche a livello tecnico, tattico, mentale, e la Federazione è assolutamente presente per queste situazioni, purtroppo niente è possibile a livello finanzario. La Svizzera è comunque una delle poche nazioni in cui esiste qualcosa come Gioventù e Sport che fornisce un aiuto monetario, e questo è qualcosa di eccezionale, che per esempio in Italia non esiste. L’importante è destinare i sussidi ai settori giovanili e alla loro organizzazione e non ad eventuali rimborsi spese di giocatori della prima squadra, in ogni caso consiglio di valutare bene la destinazione del denaro proveniente dai sussidi.

CH: esistono corsi per le società, ad esempio corsi per dirigenti?

LB: attualmente no, ma noi siamo disponibili a parlarne, senza dubbio. È possibile inviare una richiesta a me o al segretariato e la discuteremo, possiamo anche valutare di creare qualcosa di specifico, sempre valutando le effettive esigenze e dalla quantità di società che lo richiedono. Ad esempio quello che hai proposto, il corso per i dirigenti si potrebbe organizzare, l’împortante è ricevere feedback dalle società, se l’esigenza esiste e noi non ne siamo a conocscenza credo sia difficile che si possa creare qualcosa. Vorrei far passare il messaggio che la Federazione è presente ed è a disposizione delle società, valutiamo tutte le proposte che possono aiutare in ogni modo l’esercizio dello sport del calcio, come ad esempio l’organizzazione di serate all’interno delle società, io sarò disponibile. Le società sono la FTC.

CH: sempre riguardo al calcio giovanile, quale è secondo te la prima caratteristica che l’allenatore deve trasmettere ai ragazzi?

LB: a mio avviso è il rispetto. Prima di tutto rispettando se stesso, in quelli che sono i suoi obiettivi, valori, cercando di capire sempre dove può migliorare, in secondo luogo rispettando i ragazzi e tutto quello che c’è intorno. Con il suo esempio, i ragazzi apprendono e assorbono tutto quello che fa il mister, farà parte della loro crescita futura e che loro riporteranno a loro volta all’esterno. In poche parole, come detto anche prima e lo ribadisco, l’allenatore deve essere un esempio positivo per i ragazzi.

CH: cosa diresti ad ogni ragazzo che pratica calcio?

LB: DIVERTITEVI! Andate al vostro allenamento per divertirvi, senza pensare a diventare un campione. I sogni ci devono essere ma al momento che sei in campo, esprimi tutto te stesso in quello che stai facendo e divertiti! Come se una persona ha un lavoro e non ha la passione per quello, per cui non si diverte, ma se scegli di fare calcio significa che ti vuoi divertire, dunque auguro a tutti il massimo divertimento. Nella speranza che sia sempre cosi e che non ci sia qualche genitore che spinge il proprio figlio a praticare calcio controvoglia.

CH: invece cosa diresti alle società?

LB: credere nei giovani, perchè i giovani sono il futuro delle società. Vedere crescere i propri ragazzi durante gli anni e vedere la loro evoluzione, la loro crescita è impagabile. Vedere avverarsi un obiettivo di crescita delle proprie squadre giovanile definito tempo prima, è impagabile.

CH: un tuo messaggio al pubblico di Chalcio.com?

LB: mando a tutti i miei migliori Auguri di Buone Feste, vi auguro di avere un’ottima salute e sempre il sorriso sulle labbra.

Un grande grazie a Livio per il tempo che ci ha dedicato e contraccambiamo con un grande augurio di Buone Feste per lui e la sua famiglia e che possa dare il massimo per tutto quanto ha espresso in questa straordinaria intervista.

Intervista esclusiva di Walter Savigliano per Chalcio.com.

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