Fino a ieri un fallo, per quanto grave, poteva causare una punizione, un rigore, magari anche un cartellino rosso.

Fino a ieri appunto. Perché la decisione di un giudice sangallese ha cambiato le carte in tavola.Un portiere dilettante militante in quarta lega in una squadra minore del Wil è stato condannato a una sanzione penale, temporaneamente sospesa, per aver causato a un avversario (un attaccante dell’Henau) lesioni corporali gravi.

A seguito dello scontro il giocatore avversario si è fratturato il piatto tibiale, è stato per dieci giorni in ospedale, non ha potuto lavorare per tre mesi e non potrà più giocare.

In occasione della partita, giocata nel maggio del 2016, l’arbitro aveva decretato un calcio di rigore e ammonito l’estremo difensore, ma non aveva preso decisioni più gravi.

La mamma del ragazzo non ci sta e contesta la sentenza: ”È una decisione assurda, non si sarebbe dovuti arrivare a un processo per un azione di gioco”.

Il giudice la vede diversamente: “Si tratta di una chiara violazione delle regole del gioco e una chiara mancanza di attenzione”.

Chi ha ragione?

 

Ti piace questo articolo? Condividilo qui con i tuoi amici sul tuo social preferito!
Facebook
Facebook
LinkedIn
Twitter
Visit Us
Instagram
Whatsapp
YouTube
Seguici via Email
RSS