Buona la prima per la Svizzera di Vladimir Petković, che ha iniziato il suo cammino nel Gruppo D di qualificazione alla prossima edizione dei Campionati Europei con un successo in Georgia

La vittoria, maturata nel corso della seconda frazione di gioco, è risultata più complicata del previsto, ma che alla fine, considerate le forze in campo, non è mai stata veramente in discussione. La differenza tra le due selezioni è parsa evidente sin dalle prime battute, con la Nati subito in controllo della sfera per lunghi tratti, ma incapace di trovare il guizzo giusto per scardinare una coriacea difesa di casa.

Tra le fila rossocrociate si sono fatte sentire le pesanti assenze di Xherdan Shaqiri e Haris Seferović nel reparto offensivo. Chi è stato utilizzato negli abituali ruoli del duo (Steven Zuber da trequartista e Mario Gavranović da centravanti) ha vissuto una prima serata georgiana diversa dal punto di vista strettamente personale. Se il primo è stato all’origine del vantaggio con un colpo da biliardo sul palo lontano, il ticinese ha dovuto lottare con le unghie e con i denti per cercare di conquistare il pallone.

L’iniziale modulo conservativo (4-4-1-1) non ha permesso all’attaccante della Dinamo Zagabria di mettere in mostra le sue doti di scorer di razza. Ciononostante, non si è risparmiato, pur non riuscendosi a creare vere occasioni da rete. Purtroppo per lui, la Svizzera ci ha messo un tempo e poco più a carburare. Tuttavia, era in campo al momento del punto di Zuber. Da lì in poi, gli elvetici hanno controllato con agio il resto del confronto, segnando ancora con Denis Zakaria e rischiando di abbellire un punteggio che avrebbe potuto (e forse dovuto) assumere contorni più importanti. Come inizio, comunque, è da considerarsi positivo. Il debutto in un nuovo torneo presenta sempre parecchie insidie. La Svizzera le ha superate con l’attitudine giusta e, come aveva annunciato il ct alla vigilia, senza arroganza.

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