Cosa sarebbe accaduto se l’incerto direttore di gara azero Aliyar Aghayev avesse decretato il palese rigore a favore del Basilea al minuto numero 38 della gara di ritorno contro il LASK Linz?

La domanda è decisamente lecita, perché in quel preciso momento il risultato era ancora bloccato sullo zero a zero e un tiro dagli undici metri avrebbe potuto modificare l’andamento dell’incontro. Un episodio del genere, anche senza la tecnologia, era semplice da valutare, in quanto il capitano renano Valentin Stocker è stato letteralmente falciato dal portiere austriaco Alexander Schlager, intervenuto con una mossa di kung fu a due metri dalla propria linea di porta.

Al pari della traversa colpita centoventi secondi prima da Kemal Ademi (poi autore del provvisorio 1-1 all’80’) è stato questo il momento-clou della prima parte all’interno del rettangolo verde del Linzer Stadion, tutto esaurito per la storica serata. Se a ciò aggiungiamo la sfortunatissima e involontaria autorete di Raoul Petretta, ecco che il castello renano è caduto come quando un’onda travolge il palazzo di sabbia che viene costruito sulle spiagge di tutto il mondo.

Come asserito giustamente dal tecnico Marcel Koller ai microfoni di Teleclub Sport al termine della sfida, il Basilea ha gettato dalla finestra la qualificazione al round successivo con novanta minuti casalinghi in cui non è andato bene nulla, o quasi. Gli elvetici, coriacei e combattivi, hanno dovuto fare anche i conti con la dea bendata, vestitasi con la maglia dell’attuale seconda forza di Tipico Bundesliga, la quale ha comunque dimostrato solidità e fisicità nell’arco dei 180′, andando a cercarsi con costanza quella fortuna necessaria per sopravanzare gli avversari a certi livelli.