L’ennesimo kappaò subito dal Lugano (1-0 a Copenhagen) è stato il sesto nelle ultime sette uscite ufficiali dei ragazzi bianconeri

Al termine della sfida, ai microfoni della RSI si sono presentati alcuni dei protagonisti del Telia Parken. Ecco le loro dichiarazioni.

Carlinhos Júnior: «È un peccato, sappiamo che possiamo fare di più. Abbiamo iniziato timidamente, poi ci siamo ripresi grazie allo spirito di squadra. Io sono un professionista e ho fatto sempre il mio lavoro. Lo sanno tutti, i numeri sono lì. Ho sempre dato il mio contributo e ora continuerò a lavorare per migliorare».

Mijat Marić: «Dopo un inizio difficile, siamo entrati bene in partita, la stavamo gestendo come la volevamo. Ci poteva stare qualcosa di più. Ci abbiamo provato, ma la sfortuna (vedi Bottani) ci ha messo del suo. Abbiamo visto una squadra unita che vuole far bene. A parte il risultato, torniamo a casa rammaricati, ma con un buon sentimento».

Jonathan Sabbatini: «Siamo arrabbiati e delusi perché era un’ottima occasione per raccogliere un punto. Alla fine, non ho fatto tempo a sbilanciarmi. La reazione c’è stata. Dopo Losanna abbiamo parlato, in quanto sappiamo di cosa siamo capaci. Siamo però consapevoli che possiamo mettere in difficoltà chiunque. Oggi volevamo far bene per incamerare fiducia. Dobbiamo ripartire dalla prestazione per tornare a conquistare punti in campionato».

Angelo Renzetti: «Siamo stati una squadra da Europa League. Non è facile venire qua e guadagnare punti. Tante formazioni (Celtic Glasgow, Atalanta) sono uscite con le ossa rotta. Abbiamo arginato le  cose. Sono contento, perché la squadra ha fornito una prestazione importante. Ho capito che i ragazzi vogliono fare bene. Celestini? Nessuno può mai dormire sonni tranquilli. Se le sconfitte continuano, bisogna fare qualcosa. La risposta definitiva l’avremo però domenica contro il Lucerna».

Fabio Celestini: «La partita-no è stata solamente quella di Losanna, secondo il mio parere. I ragazzi hanno dimostrato una reazione. Non avevo dubbi sul fatto del voler riscattarsi. La performance meritava un altro risultato. Io cerco di trasmettere alla mia squadra il credo di potercela fare. Se tutti sposano questa idea, allora… Ci siamo quasi riusciti, ai ragazzi non posso rimproverare nulla, perché hanno sempre voluto giocare la palla. I moduli? Non ci credo, lo vado dire da dieci mesi. Ciò che conta è la voglia e lo spirito da parte di tutti».

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