La quarta partita del Lugano su suolo continentale termina con un risultato a occhiali. Nonostante una prova decisamente positiva, i bianconeri non riescono a superare Dahlin e, quando ci riescono con Vécsei, l’assistente alza la bandierina senza motivo alcuno

Il credo del nuovo corso bianconero, al contrario di quello precedente, è giocare la palla il più rapidamente possibile verso la porta avversaria. Non è un caso se tra il 7′ e l’8′ i padroni di casa si procurano due ottime chance per aprire le marcature. Sulla prima Bottani, a seguito di un bel duetto con Holender, arriva troppo a ridosso di Dahlin, mentre sulla seconda lo stesso centravanti ungherese non inquadra la porta per una questione di centimetri. È un avvio di gara incoraggiante quello ticinese, soprattutto per la presenza nei duelli uno contro uno. Il resto della prima frazione viene giocata a buoni ritmi, in particolare su sponda sottocenerina, ma non propone ulteriori vere occasioni da rete, fino al 42′, quando Yao viene saltato troppo semplicemente da Safari. L’ex Basilea ha tanto campo a disposizione, arriva sul fondo e crossa rasoterra. Fortunatamente per i luganesi la retroguardia è presente ed evita il peggio. Si arriva così al duplice fischio di un direttore di gara che lascia correre molto e che per estrarre un cartellino ha dovuto attendere il 43′.

In avvio di ripresa, i bianconeri ripropongono la prestazione coraggiosa della prima parte, non lasciando alcuno spazio di manovra a degli svedesi che ci provano, ma che faticano assai a far cadere il muro eretto da Marić e compagni. Dopo una conclusione piatta e debole di Holender al 47′ occorre aspettare il minuto 57 per una nuova chance. Una punizione dalla trequarti di Custodio raggiunge Vécsei, il quale si allunga e infila in fondo alla porta. Il secondo assistente alza però inspiegabilmente la bandierina, vedendo un fuorigioco inesistente del magiaro. Tre giri d’orologio più tardi, la replica trova Júnior libero di colpire di testa. L’inzuccata è troppo debole per far male a Dahlin. Le occasioni bianconere sono numerose e sulla successiva, al 65′, Holender viene servito in profondità dopo una magia di Gerndt, ma viene bloccato dalla diagonale perfetta di Safari e dall’intervento del portiere nordico. Quest’ultimo nulla avrebbe potuto al 68′ sul destro a giro dal limite di Aratore, la cui conclusione termina vicina all’incrocio dei pali. A sette dalla fine Aratore si fa metà campo con la palla al piede, arriva al tiro, ma Dahlin blocca in tuffo.

Dopo quattro minuti di recupero l’arbitro georgiano decreta la fine di una partita che il Lugano avrebbe meritato di far sua, ma che un po’ per sfortuna, un po’ per una decisione incomprensibile dell’arbitro non è girata a suo favore. Un vero peccato!

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UEFA Europa League 2019-2020, Gruppo B, 4ª giornata – Arena St. Gallen, St. Gallen

FC Lugano-Malmö FF 0-0

Ammoniti – 43′ Lasse Nielsen, 60′ Fouad Bachirou, 70′ Innocent Bonke, 87′ Arnor Traustason, 90′ Sandi Lovrić, 92′ Guillermo Molins.

FC Lugano (4-2-3-1) – Noam Baumann; Eloge Yao, Mijat Marić, Fabio Daprelà, Numa Lavanchy; Olivier Custodio, Bálint Vécsei; Carlinhos Júnior, Mattia Bottani (57′ Alexander Gerndt), Marco Aratore; Filip Holender (81′ Sandi Lovrić). Allenatore: Maurizio Jacobacci.

Malmö FF (4-4-2) – Johan Dahlin; Feliz Beijmo (64′ Guillermo Molins), Lasse Nielsen, Rasmus Bengtsson, Behrang Safari (69′ Jonas Knudsen); Arnor Traustason, Fouad Bachirou, Oscar Lewicki (30′ Innocent Bonke), Søren Rieks; Markus Rosenberg, Jo Inge Berget. Allenatore: Uwe Rösler.

Arbitro – Giorgi Kruashvili (GEO) / Assistenti – Levan Varamishvili (GEO) e Zaza Pipia (GEO) / Quarto ufficiale – Georgi Vadachkoria (GEO).