La digestione dell’amarissima pillola dell’uscita dalla competizione tanto cara ad Angelo Renzetti non è stata ancora completata in casa bianconera. Tuttavia, dovrà avvenire nella maniera più rapida possibile, perché il calcio non attende e domani sera, giovedì 19 settembre 2019, è già in programma la prossima sfida

A partire dalle ore 18:55, in quel del Telia Parken di Copenhagen, il Lugano si scontrerà con una delle potenze del calcio danese, guidata dall’esperto allenatore norvegese Ståle Solbakken e che tra le sue fila può contare da un paio di settimane sull’apporto di Nicklas Bendtner, che ha fatto il suo debutto domenica sera, nella sconfitta patita in casa dell’Hobro, la terza di fila lontano da casa.

In casa nordica, c’è un po’ di preoccupazione per questo periodo negativo, ma nulla di insormontabile. Con la disputa degli incontri davanti ai propri sostenitori, il Copenhagen si trasforma, diventando una vera forza per chiunque provi a espugnare il terreno di un impianto la cui peculiarità è il tetto retrattile. Dal 1993 esso fa parte della serie di stadi a 4 stelle della UEFA.

Nelle partite disputate nel corso di questo anno solare tra le mura amiche, l’attuale seconda forza di Superligaen ha dovuto inchinarsi solamente due volte ai rispettivi avversari (1-3 con il Nordsjælland nell’ultimo turno della passata stagione e 1-2 dopo una serie infinita di calci di rigore – 22 – contro la Dinamo Zagabria lo scorso 13 agosto). Per il resto, l’unica squadra a conquistare un punto è stata il Vendsyssel, poi retrocesso in 1st Division al termine dello scorso campionato. Altrimenti, tutte le altre formazioni sono tornate a casa con le «pive nel sacco».

Per evitare che l’escalation di insuccessi prosegua anche dopo l’esordio europeo, i bianconeri dovranno presentarsi all’interno del rettangolo e al cospetto di una compagine esperta in diversi suoi elementi con passione, orgoglio e volontà comune di risalire la china e rientrare sulla retta via. La possibilità di cambiare rotta è stata concessa, ora sta al gruppo (staff e giocatori) dimostrare di essersela meritata.

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