A un primo tempo da dimenticare quasi totalmente è seguita una seconda parte che dimostra che il gruppo ha qualità e può giocarsela con chiunque. Peccato che manchi la costanza necessaria per raggiungere qualcosa di positivo

Detto ciò, proviamo a far salire su un ipotetico podio i tre elementi del Lugano che più si sono distinti sul terreno di Malmö. Ecco il nostro «borsino» del terzo appuntamento stagionale in UEFA Europa League.

Alexander Gerndt – facile scegliere l’autore della rete che ha riaperto la contesa, d’accordo. Lo svedese vive un match particolare. Lui, cresciuto con addosso la maglia degli acerrimi rivali dell’MFF (l’Helsingborg), ci prova subito dopo venti secondi, spaventando il caldissimo pubblico di casa. Poi sparisce fino al 50′, quando con il destro (!), batte Johan Dahlin e dimezza lo scarto – voto: 4,5.

Carlinhos Júnior – il primo periodo, come per tutti i suoi compagni, scivola via senza sussulto alcuno. Cambia registro e marcia nella ripresa, dove è una mina vagante che per essere fermata deve venire abbattuta. Il controllo della palla e l’assist per Gerndt è da giocatore di classe che, piano piano, sta ritrovando le migliori sensazioni – voto: 4,5.

Mijat Marić – è da diverso tempo che il 35enne sta tenendo in vita la difesa quasi da solo. Sulle due reti del Malmö non può intervenire in alcun caso, dato gli errori di Linus Obexer (fallo ingenuo) e Fabio Daprelà (errore di posizionamento). Se nella ripresa i padroni di casa non si fanno vedere dalle parti di Noam Baumann, il merito è anche suo, che contiene alla grande gli esperti attaccanti svedesi – voto: 4,5.