Sara Tonelli (al centro) e Stefania Maffioli (a destra), rispettivamente capitano e allenatrice dell’FF Lugano 1976, nella conferenza stampa di presentazione del match con le inglesi del Manchester City

L’appuntamento con la storia si sta avvicinando. Domani sera alle ore 21:00 l’FF Lugano 1976 affronterà il Manchester City nell’andata dei sedicesimi di finale di UEFA Women’s Champions League

Per anticipare la prima sfida europea bianconera in assoluto è stata indetta una conferenza stampa di presentazione, alla quale hanno partecipato Stefania Maffioli, tecnico delle ragazze luganesi, e Sara Tonelli, giovanissimo capitano del gruppo. Ecco le loro impressioni pre-partita.

Stefania Maffioli: «È una grandissima soddisfazione. In campo ci saranno delle differenze, perché loro possono contare su di un’organizzazione incredibile. Affronteremo la sfida serenamente, cercando di cogliere ogni opportunità. Più si avvicina la partita, più le ragazze sono entusiaste. Io e il mio staff ci stiamo facendo coinvolgere. A volte ho pensato: “siamo all’altezza di affrontare una squadra del genere?”. La nostra vittoria è essere qui, presenti a parlarne. Domani sera ci sarà anche la diretta televisiva. È un modo per far capire il calcio femminile. L’obiettivo primario è far conoscere a tutte le bambine il nostro mondo. La differenza tra noi e il City? Loro sono professioniste, mentre noi no. Le inglesi si sono rinforzate per vincere. È un team con cui noi non possiamo confrontarci in questo senso. Per noi, sarebbe stato forse meglio disputare il girone in agosto per confrontarci con squadre alla nostra portata. Se domani sera giungerà un buon pubblico, vinceremo la nostra partita».

Sara Tonelli: «Sicuramente daremo il meglio, ci siamo preparate con tanta passione e con un lavoro molto intenso. Competere in una manifestazione come la Champions era uno dei miei obiettivi e il sorteggio con il City è qualcosa di fantastico. C’è il lato della pubblicità, certo, ma anche il carico della partita non è da meno. La Nazionale? Ho svolto dei campi di allenamento. Lo scopo è di raggiungere la selezione A. Quando ho iniziato a giocare a calcio, c’era un po’ di paura nell’essere “prese in giro” dai ragazzi. Ciò, ostacolava un po’ tutto. Ora, invece, gli aspetti stanno cambiando».